UN BIGLIETTO PER IL VIAGGIO VERSO LA FELICITA’

Il dolore è un appuntamento inevitabile.

Capita con la malattia che mina il nostro fisico. Capita con una perdita che ci procura lo strazio della tristezza. Capita con un turbamento che ci fa soffrire moralmente. Capita per un disagio che ci leva le energie. Capita per un’infinità di motivi.

Non chiede permesso, visita tutti, come un ospite invadente. O almeno è così che lo percepiamo, il dolore. Come un nemico. Come un drammatico destino.

In effetti il dolore è dolore. Fa male, ci prova, si intrufola nei nostri programmi e nei nostri sogni e sembra farli saltare tutti insieme, senza pietà.

Ci inquieta, ci spossa, ci spaventa. Ci fa piangere, di rabbia, di paura, di malinconia. Ci disorienta. Ecco, ci disorienta. Sembra strattonarci, portarci fuori dalla nostra vita, allontanarci dalla felicità.

Lo avvertiamo prepotente, il dolore. Non ci lascia via di fuga. La sensazione che ci getta addosso il dolore, nel corpo e nel cuore, è che niente possa più essere come prima. C’è la speranza, quella sì, a farci compagnia. Speriamo in una guarigione, speriamo in una soluzione. Ci aggrappiamo all’idea che può passare.

E spesso passa. Passa lasciandoci le ferite, la memoria del buio, il terrore di ricaderci.

La verità è che ci riesce difficile viverla, l’esperienza del dolore. La subiamo.

La subiamo come un’avversità inevitabile. Diamo al dolore un contenuto sempre e solo negativo. Qualcosa che un giorno, appunto, ci auguriamo sia alle nostre spalle. Questo non fa che devastarci. E non solo. Non ci concede occhi e spirito che per lamentarci e disperarci. Sentiamo di avere solo quel diritto: lamentarci e disperarci.

In effetti lo abbiamo eccome: siamo umani e dobbiamo riconoscercelo. Il nostro dolore merita la nostra compassione, la nostra pazienza.

Ma il nostro dolore merita anche la nostra attenzione e la nostra accoglienza.

Possiamo imparare ad accettarlo perché non ci vinca. Imparare a guardare tutto quello che c’è dentro, tutto quello che ci porta, come ci cambia.

Accettarlo non vuol dire rassegnarsi, significa non farci dominare, non identificarci con lui, dargli un posto nella nostra vita invece di lasciare che ce la occupi.

Il dolore della malattia può essere il risultato della nostra trascuratezza, del nostro non-amore verso noi stessi, di tutte le volte che non abbiamo ascoltato o non abbiamo saputo ascoltare i segnali e le richieste di aiuto della nostra anima attraverso il nostro corpo.

Il dolore del malessere, fisico o mentale che sia, può essere una spia, appunto, che si accende per segnalarci qualcosa, per convincerci a fermarci, per suggerirci di prenderci cura di noi e a stare dalla nostra parte, finalmente.

Può essere infatti davvero un’occasione per dedicarci davvero tempo. O uno stimolo, per farci rendere conto che dobbiamo prendere una decisione, tenere in mano le redini del nostro viaggio. O magari il giusto momento per elaborare in profondità i nostri desideri, i nostri bisogni, le nostre direzioni.

Non è facile, lo so bene, attraversarlo, sentire cosa ci racconta e parlargli di noi. Non è facile non farsi travolgere dai cattivi pensieri.

Eppure, più cerchiamo di comprenderlo, più ci saranno probabilità di allearsi. Se lo trattiamo come un intruso, se cerchiamo di negarlo, se ci opponiamo strenuamente alla sua realtà, facciamo il suo gioco. Se gli scagliamo contro la nostra ira, il dolore diventa più opprimente e si impossessa di noi. Se lo accogliamo, ci diamo la possibilità di vivere non solo la speranza, ma anche tutto ciò che di bello abbiamo, tutto ciò che ci fa bene, tutti i nostri momenti buoni.

Il dolore può farci crescere, può farci vedere quanto intorno a noi può ancora procurarci gioia, può insegnarci ad amarci di più, se restiamo aperti e accoglienti verso il suo messaggio. Il dolore ridà misura a molte piccole e grandi parti di noi e della nostra esistenza.

Il dolore può essere un biglietto per il viaggio verso la felicità.

Un viaggio forte, lungo. Magari lungo quanto la vita.

Ma comunque un viaggio possibile perché quel dolore, spesso, è il punto di partenza, una sorta di stazione necessaria.

E il dolore purtroppo siamo anche noi.

Noi che ci rassegniamo, noi che lo neghiamo per fingere di non soccombere.

In realtà il dolore c’è, è inevitabile. Fa parte della vita. Ma siamo solo noi a permettergli di possederci. Siamo noi che ci identifichiamo con la nostra sofferenza, con la situazione che ci fa stare male, con quello che non ci piace e ci turba, con le esperienze brutte e quello che di difficile abbiamo conosciuto.

Ci sfugge che siamo alla stazione e possiamo prendere un treno.

IL TRENO verso la FELICITA’.

A me è sfuggito per tanto tempo.

Poi ce l’ho fatta. Ce l’ho fatta a partire.

Ho iniziato lentamente, prendendo consapevolezza di me, della mia esistenza, di quella parola grossa che è ‘felicità’. Ho capito che la STRADA da compiere era MIA Che la SCELTA da fare era MIA.

E quando dai vita a questa nuova coscienza in te, non cancelli il passato, il dolore, gli errori, ma semplicemente decidi di andare dal dolore alla felicità accettando proprio il passato, il dolore, gli errori. E ciò che accetti poi ti fa agire. Ciò che accetti ti riporta a te, a ciò che sei, a ciò che vuoi, a ciò che puoi fare. Il dolore può annientarti solo se continui a ritenerti solo quel dolore, se non ti concedi di essere il protagonista della tua vita.

Ho scritto il libro “Dal dolore alla felicità – la scelta di trasformare le ferite” perché mi auguro possa servirti a nutrire fiducia e coraggio, perché tu possa decidere ORA di non rinunciare al viaggio. Al tuo viaggio, dal dolore alla felicità.

Sei tu, solo tu che puoi finalmente imboccare la direzione della felicità. E credimi, hai molte, molte più risorse di quante immagini.

E’ solo una questione di scelta…. la scelta di trasformare le tue ferite e di essere #feliciora .

Carla

Ti aspetto SABATO 16 GIUGNO alle ore 10:30 a Casale Monferrato presso la Sala delle Lunette del Museo Civico, in Via Cavour 5 per un appuntamento davvero speciale dedicato a tutti, ma soprattutto alle donne che convivono con un’esperienza forte di malattia. La conferenza è a INGRESSO LIBERO e sarà arricchita da una profonda MEDITAZIONE sull’esperienza dell’ACCETTAZIONE.

L’evento è stato richiesto e organizzato dall’associazione Medica Onlus Pandora-Casale Monferrato, alla quale va tutta la mia gratitudine.

Inoltre sarò affiancata dalla special guest e lifestyle blogger Antonella Mollia del progetto www.molliastyle.it

PS: se vuoi che il #tourdellafelicità “ Felici ORA “ raggiunga anche la tua città, contattami ORA per organizzare insieme l’appuntamento con la felicità.

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