Siate gentili, siate umani

“Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile, sempre: questa frase è solitamente attribuita al regista Carlo Mazzacurati ma alcuni sostengono l’avesse presa in prestito da Platone o che sia attribuibile allo scozzese Ian McLaren.

Al di là della paternità delle parole questo pensiero è illuminante per l’Umanità che dovremmo far circolare, sempre, quella con la U maiuscola.

E’ bello perché ci fa subito intuire la prima grande qualità, della gentilezza: quella di vicinanza: vicinanza agli altri, vicinanza ai sentimenti, alle difficoltà, ai momenti degli altri.

La gentilezza si mostra quindi nella sua profonda, fine delicatezza: quella dell’ascolto, innanzitutto di sé e poi degli altri, ma anche quello della disponibilità.

Siamo gentili con le parole, con un aiuto concreto, con la nostra partecipazione emotiva.

Ma ci trasmette anche un’altra grande espressione di umanità: quella di non giudicare il prossimo. Possiamo tutti sbagliare, avere paura, vivere momenti di debolezza o di smarrimento. La gentilezza ci consente di ricordarlo, di non cedere alla condanna facile, di provare compassione, di comprendere.

Sentirsi vicini, ascoltare, non giudicare, vuol dire esprimere gentilezza nei confronti delle altre persone, ma anche rispetto nei confronti della vita stessa.

Il valore della gentilezza incarna infatti un modo di ‘stare al mondo’, di sentirSi e di relazionarsi, una sorta di legame spirituale con l’essenza dell’esistenza.

Un animo gentile si prende cura degli altri solo se ha imparato a prendersi cura di sé, perché la gentilezza è amorevole dedizione, perché è una forma di benessere, perché è il frutto dell’armonia tra l’Essere e il Fare.

Essere gentili del resto apre alle relazioni genera empatia, stimola atteggiamenti di collaborazione. E’ vero, facci caso, con la gentilezza si diventa più simpatici e propositivi perché si crea un clima sereno e positivo.

Naturalmente per gentilezza non intendo solo una forma superficiale di cortesia, ma un atteggiamento profondo che comprende diverse componenti, come la vitalità, la generosità, l’umiltà, la gratitudine, il rispetto, la solidarietà. Perché la gentilezza autentica è un ponte di connessione, con tutto e tutti.

Fa cadere le resistenze e i pregiudizi, apre porte di comunicazione e scambio, distende e rasserena. Per questo dona energia. Perché è una virtù di forza, potenzialmente contagiosa, che crea unione, che favorisce i contatti, i confronti, le conoscenze, l’evoluzione.

La ‘bontà’ che leggiamo nella gentilezza pura è a beneficio di chi la pratica e di chi la riceve. Infatti, dà un senso e un valore alla nostra esistenza, ci fa dimenticare i guai quotidiani e ci fa sentire bene con noi stessi.

A me piace riassumerla come un piacere.

Un piacere che ci spalanca gli orizzonti, quelli delle piccole cose e quello dell’infinito. Come un passepartout, che allarga il nostro cuore, fa posto allo spirito altrui e si accomoda accanto a un altro cuore. Riesci a visualizzare la catena di scintille?

Un piacere…Un piacere che dilata la nostra stessa interiorità. Ogni scintilla che produciamo accende in noi e negli altri una speranza e un’occasione.

Fai esperienza, di gentilezza.

Nella premura quotidiana del tuo spirito, nei pensieri e nelle azioni che producono sollievo e conforto a qualcuno, nel sorriso di accoglienza agli incontri.

Il primo ad esserne appagato e arricchito sarai proprio Tu. Perché la gentilezza districa la ragnatela di barriere, diffidenze, egoismi, paure. Perché la gentilezza Ti regala l’immediata sensazione di facilità, di fluidità, di bellezza, di ogni appuntamento… con l’Essere Umano.

Tra poche ore festeggeremo il Natale e forse, in tanti, saremo più disponibili, più gentili, più generosi e più attenti gli uni agli altri…Perché è Natale e a Natale ci si aspetta che circoli più ANIMA nel mondo. Ma noi, possiamo fare la differenza, sempre. E’ semplicemente una nostra scelta. Nulla di più.

E allora facciamo sì che questo Natale sia solo l’inizio di un nuovo modo di Essere al mondo, un nuovo modo di fare comunità… Sia solo l’inizio di tanta più ANIMA in circolo.

Per questo parlavo all’inizio di umanità che dovremmo far circolare: l’umanità contempla la gentilezza come la gentilezza contempla l’umanità.

E il cerchio si chiude nell’anima, nel punto di gioia.

Siamo fatti per Essere e per Fare, gentilmente, comunità.

In fondo, resta la radice della nostra natura.

Siate gentili, siate umani.

Buon Natale, in gentilezza.

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