Quando il passato diventa una prigione

Quando le radici diventano le nostre prigioni

È possibile distaccarsi dal proprio passato? E come allontanarsi da qualcosa che è così fortemente radicato in noi? Non siamo forse ciò che siamo grazie alla nostra storia passata, alle nostre radici?

Paradossalmente la risposta a quest’ultima domanda è proprio la ragione per cui, ad un certo punto della nostra vita, dobbiamo prendere distanze dal nostro passato. È vero, in larga misura noi siamo quel che siamo a causa di ciò abbiamo vissuto. Ma siamo anche PIU’ di questo e possiamo essere soltanto chi siamo ORA, nel presente.

Prendere le distanze da un passato e alleggerire la nostra zavorra di ricordi e convinzioni passate, non vuol dire dimenticarlo. I ricordi sono parte di noi, ma non rappresentano la nostra realtà presente. Nell’oggi possiamo scegliere, nel passato no. In altre parole, non possiamo ritenerci responsabili di cose che non possiamo più controllare. E il passato sicuramente non possiamo controllarlo. E’ andato. Ecco perché è necessario prendere le distanze dal passato e andare oltre, quando diventa la nostra prigione.

Niente è più pesante di una zavorra piena di pietre del passato: trascinarcela dietro ci appesantisce e ci ostacola il viaggio. Non possiamo camminare ed esplorare la nostra vita se ci trasciniamo un sacco così pesante.

Mettiamolo giù … apriamolo delicatamente ed osserviamo con attenzione il contenuto. Cerchiamo di separare ciò che ci è stato utile e abbiamo apprezzato, da ciò che non lo è stato e non ci piace. Guardiamo dentro con occhi nuovi e con cuore aperto: notiamo come spesso una cosa che ritenevamo “negativa”, abbia avuto invece degli esiti positivi per la nostra evoluzione. E continuando a guardare possiamo scoprire che qualcosa percepito inizialmente come “buono”, abbia poi prodotto risultati discutibili.

Onoriamo ogni aspetto del nostro passato perché ogni elemento ha contribuito a portarci qui e ad essere quello che siamo. Prendiamo ciò di cui abbiamo ancora bisogno e, con accettazione, gentilezza e gratitudine, allontaniamoci dal resto. Non c’è più bisogno che ce lo portiamo dietro, ancora e ancora. Consideriamolo un vestito che abbiamo indossato da bambini, che ci piaceva o che ci teneva caldi. In quel momento, serviva allo scopo. Oggi è diventato scomodo, troppo piccolo, perché noi siamo cambiati e cresciuti … E quindi perché portarlo ancora con noi?

Cambiare il passato non è possibile, ma è possibile cambiare l’influenza che esso ha su di noi, oggi, nel presente. Per iniziare a farlo, dobbiamo smettere di cercare di trasformarlo in qualcosa che non è stato. Se siamo stati messi da parte, trascurati e non amati, oggi possiamo decidere di non farci più mettere da parte, o di non farci amare, ma se rimaniamo ancorati al passato, continueremo a rileggere gli stessi copioni.

Amare noi stessi quando non ci siamo sentiti amati nel passato, potrebbe essere difficile, è vero, ma si può fare. Se lasciamo che un passato “scomodo” scriva il copione della nostra vita di oggi, allora dobbiamo assumerci la responsabilità di questa scelta. È la tua vita e la scelta è solo tua. Però tieni a mente questo:

NOI siamo PIU’ di quanto eravamo ieri e siamo il meglio di ciò che possiamo essere oggi.

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