Ogni fine è un nuovo inizio

Ogni fine è un nuovo inizio

Ci sarà sempre un’altra opportunità, un’altra amicizia, un altro amore, una nuova forza (Il Piccolo Principe, Antoine de Saint-Exupéry).

A capodanno non facciamo che formulare auguri e scomodare i più buoni auspici. È un rito piacevole, ci riconnette alla speranza, ci fa intravedere un cielo di stelle cadenti sotto il quale esprimere al volo un desiderio, ci fa pensare che sia sempre possibile un anno migliore, per noi, per chi ci è caro, per chi sta male.

È un momento sentimentale. Ci spogliamo dei panni preoccupati, intimiditi, tristi o rassegnati e indossiamo uno scintillante manto di ottimismo e positività. Lo facciamo con quello slancio che è proprio della nostra identità più primitiva e genuina.

È lo slancio dell’istinto che riconosce la verità.

Quale verità? Quella della vita. Che va avanti e che ha sempre qualcosa da darci.

Ogni fine è davvero dunque un nuovo inizio.

Ogni caduta è l’attimo prima di quello in cui ci rialziamo.

Ogni ferita un’occasione per medicarci e prenderci cura di noi. E forse proprio nella caduta e nella ferita c’è tanto da prendere, da vivere. Così com’è.

Io vorrei che il 2018 fosse per tutti l’anno di questa Serenità.

Quella dell’Accettazione e della Fiducia, fiducia nella vita, fiducia in noi stessi. Quella dello Stupore e della Leggerezza. Lo stupore per ciò che già siamo e già abbiamo, la leggerezza per respirarlo come un’avventura straordinaria e un miracolo unico.

Non dobbiamo fare la guerra alle ombre, alle sofferenze, agli errori. Possiamo accoglierli. Tendere finalmente una mano a noi stessi. Liberarci dall’ansia di credere che siamo in trappola o che dobbiamo scalare chissà quale montagna per incontrare uno spicchio di cielo, un raggio di sole. Aprire gli occhi per accorgerci che il sole c’è sempre anche quando non lo vediamo.

Io vorrei che il 2018 fosse per tutti l’anno del Viaggio.

Il nostro viaggio, un viaggio umano verso il nostro centro. Un viaggio di Apertura per ogni cosa, per ogni momento, per ogni respiro. Questo significa coltivare e godere della Gratitudine perché la gratitudine ci fa entrare in relazione con tutte le possibilità, ce ne restituisce il valore, ci affranca dalla ricerca di una felicità fuori di noi!

Saluto il 2017 con il mio esordio letterario, “Dal dolore alla felicità – la scelta di trasformare le ferite da poco arrivato in libreria, e con tutta l’emozione che lo ha accompagnato. Ma non è un distacco, il 31 dicembre non si porterà via il mio libro e neanche la mia commozione o la mia gratitudine.

Domani ha semplicemente in serbo nuovi attimi e svolte e decisioni da prendere, che vorrò essere pronta a cogliere, nel bene e nel male, conscia che tutto -proprio tutto- esprime quello che sono, contiene risposte e apre nuove porte.

Il buono e il cattivo fanno parte del nostro viaggio, ma niente potrà mai impedire che si sveli ai nostri occhi ciò che abbiamo sognato, che bussi al nostro cuore il germoglio del futuro.

E poi è così, non voglio augurarvi strepitosi successi, magnifiche novità, immense fortune. Voglio semplicemente augurarvi la fiducia, quella immensa, quella che trasforma le ferite, che fa miracoli. Perché quello di cui abbiamo più bisogno, tutti quanti, è credere, a ogni giorno, della nostra esistenza.

Così finalmente non ci identificheremo più con il fardello dei cupi pensieri, dei dolori strozzati, delle angosce opprimenti. Potremo esprimere quello che siamo, vivi e interi. Potremo comprendere le lezioni, accettare le risposte, imboccare la nostra strada. Sapremo essere presenti, presenti a noi stessi, alla vita, agli altri.

Io vorrei che il 2018 fosse l’anno dell’Attenzione.

Attenzione al nostro corpo, alla nostra mente, al nostro spirito. Attenzione alla nostra storia. Attenzione all’amore che ci dobbiamo.

È questo il nuovo inizio, l’inizio che troviamo dentro di noi.

La felicità non è una remota probabilità, è una scelta, la scelta di trasformare le nostre ferite. E allora il significato dell’anno che comincia, degli auguri che rimbalzano tra i brindisi, di quel fervido atto di fede che ci passa per le mani quando cambiamo calendario, sta semplicemente nel coraggio di compierla.

Ecco, io vorrei che il 2018 fosse l’anno di questo Amore per noi stessi e per la Vita, qui e ora.

Buon nuovo anno.

 

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