La trappola della felicità

Nuovo anno, nuova vita.

Non è un po’ quello che ci raccontiamo tutti, al passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo ? Come se la vita potesse essere cambiata, sostituendo semplicemente il calendario. Siamo irrequieti, anime senza pace, alla ricerca di qualcosa che chiamiamo felicità.

Eppure nel mondo occidentale abbiamo oggi degli standard di vita piuttosto elevati: cure mediche, cibo a volontà,comode condizioni abitative, più denaro,più svago, più informazione … più di tutto.

E l’uomo di oggi non sembra più felice di ieri. Anzi …

Librerie dove i reparti dedicati all’auto-aiuto sono sovraccarichi di libri di ogni tipo di “ guarigione ”. In televisione, sui social e alla radio gli “esperti” ci bombardano di consigli, soluzioni e strategie per essere felici … Ma le statistiche continuano ad essere preoccupanti: secondo le stime dell’OMS , la depressione è attualmente la quarta malattia al mondo in termini di frequenza, costi ed effetti debilitanti ed entro il 2020 occuperà il secondo posto “ in classifica”. Per non parlare poi della dipendenza dall’alcool o da altre sostanze o dei tentativi di suicidio che sempre più spesso diventano realtà drammatiche.

Rileggendo questi dati viene da chiedersi : se abbiamo quasi tutto di tutto, perché è così difficile essere felici ?

Sicuramente uno degli atteggiamenti che fregano è che troppo spesso abbiamo la tendenza a credere che la felicità dipenda dal comportamento degli altri o dalle circostanze in cui ci troviamo a vivere e questo non può che portarci a vivere situazioni di dipendenza psicologica con conseguenti sofferenze.

Ora, immagina per un attimo che quasi tutto ciò che credi sulla felicità non sia vero. E immagina che siano proprio queste tue convinzioni a farti sentire infelice. E che in realtà fossero proprio i tuoi sforzi per trovare la felicità a impedire di essere felici.

Conduciamo la nostra vita affidandoci a molte convinzioni inesatte relative alla felicità, solo perché ” tutti sanno che è così” . Convinzioni autorizzate e rese significative dal fatto che le troviamo anche in quasi tutti i libri di crescita personale.

Purtroppo, però, queste ” regole” e convinzioni, creano un circolo vizioso nel quale più cerchiamo di trovare la felicità, più siamo infelici. Ed è una trappola psicologica così ben nascosta che nulla ci fa sospettare che ci siamo dentro fino al collo.

Ma allora che cos’è la felicità?
Ed esistono dei modi per predisporsi alla felicità?

La prima cosa che puoi fare per muoverti nella direzione della felicità, è diventare consapevole del significato che tu attribuisci alla parola felicità.

In genere alla parola felicità attribuiamo due significati molto diversi tra loro.

Quello più comune e conosciuto è ” sentirsi bene” , cioè provare un senso di piacere e di soddisfazione, spesso derivato da varie forme di gratificazioni esterne.
Ovviamente a tutti noi piacciono queste sensazioni, per cui le rincorriamo, ma come tutte le emozioni umane, anche le sensazioni di questo tipo, non durano per sempre. Per quanto ci sforziamo di trattenerle, ogni volta scivolano via ed ogni volta ci troviamo a ripetere gli stessi copioni per cercare di rivivere quelle sensazioni, come un drogato in crisi di astinenza.

Questa vana ricerca, può portarci solo in una direzione: a riproporre vecchi schemi autodistruttivi, dove l’amore, il sesso, le relazioni, il lavoro, si trasformano in una trappola di “esperienze riempivuoto “.

L’altro significato della parola felicità, molto meno comune e conosciuto, è ” vivere una vita piena e autentica “.

Quando agiamo in nome di ciò che conta davvero per noi, dei nostri valori, ci muoviamo nella direzione di un senso profondo di una vita ben vissuta … una vita non sprecata.

E non si tratta di sensazioni piacevoli ma fugaci, perché questo significato è ciò che da pienezza alla nostra vita: sentirsi parte attiva di uno scopo più grande dei nostri soli interessi. E per quanto una vita di questo tipo ci darà sicuramente molte sensazioni piacevoli, ce ne darà anche di spiacevoli, come la paura, la tristezza, la rabbia.

E’ un prezzo da mettere in conto,perché se decidiamo di vivere una vita autentica e significativa,proveremo, sempre, l’intera gamma delle emozioni umane.

Ma se non possiamo evitare questa realtà,possiamo però imparare ad affrontarla molto meglio e fare spazio a tutto quel che c’è e a crearci una vita che valga la pena di essere vissuta, sempre e comunque. Nel seminario ” La trappola della felicità” di martedì 17 gennaio, ti mostrerò cosa fare per dare origine a questo senso di vitalità e appagamento duraturo.

Ti fornirò le conoscenze per farlo, perché ho raccolto, semplificandoli in sintesi, i risultati di una mole di ricerche scientifiche di livello mondiale ( psicologi, neurologi, sociologi, ricercatori spirituali…) ai quali ho aggiunto la mia esperienza, acquisita negli anni,grazie ai maestri che mi hanno accompagnata nel mio cammino ( psicologi, monaci zen, maestri di meditazione, insegnanti di yoga, formatori…).

Perché se inseguire la felicità non ti è di aiuto, conoscerne i suoi meccanismi e indagare su quale sia la sua sorgente autentica, potrà aiutarti a fare chiarezza su che cosa è la felicità e cosa non lo è.

Ti auguro ogni bene, Carla.

Quelli che sperano di raggiungere la felicità,

cercando ricchezze, gloria, potere e imprese eroiche,

sono ingenui quanto un bambino che vuole afferrare l’arcobaleno

per farsene un mantello.
(Dilgo Khyentse Rinpoche)

LUOGO: Associazione SpazioInvenzione Designers in via Vannella Gaetani 8 – Napoli ( pressi p.zza Vittoria)

DATA: Martedì 17 gennaio 2017

QUOTA DI PARTECIPAZIONE: 20 euro per i non associati e 10 euro per i soci.

REGISTRAZIONE: ore 18.00

INIZIO LAVORI: 18.30

OCCORRENTE DA PORTARE: quaderno e penna

E’ GRADITA LA PUNTUALITA’.
POSTI LIMITATI si consiglia la prenotazione inviando un sms ( anche su whatsapp ) con il nome e il numero di partecipanti al 3472210858 oppure inviando mail a carlagreco13@gmail.com .

 

ATTENZIONE: questi incontri non hanno nessuna valenza psicoterapeutica, ma sono solo formativi, per cui si rivolgono a persone sufficientemente ” sane e funzionanti ” che vogliono Realizzare livelli maggiori di Consapevolezza e di Benessere in Armonia con il vero Sè e non si sostituisce in nessun modo, all’opera di medici e psicoterapeuti.

 

Informazioni sull'autore

Post Correlati

Lascia un commento