La leggerezza del dubbio

Fanno un po’ paura, vero, quelli che non hanno dubbi?

Il dubbio è la prova della nostra intelligenza, è lo stimolo del nostro pensiero critico. Ma anche la naturale espressione della nostra vitalità e umanità.

E’ lo spiraglio che ci permette sempre di maturare il nostro personale punto di vista, ma anche quel sano spazio di approfondimento, di sospensione di giudizio, di distanza dalla certezza, che ci tiene al riparo dagli assolutismi esasperati, spesso precipitosi, fallaci e inconsistenti.

L’idea della relatività è il bacino stesso della conoscenza, delle differenze, delle possibilità. E’ quell’area di saggezza in cui possiamo pescare risposte, sfumature, originalità. E’ il trampolino stesso della nostra crescita, della nostra evoluzione.

Il dubbio è scomodo ma la certezza è ridicola. (Voltaire)

Non siamo tutti uguali, ognuno di noi ha una gamma enorme di percezioni del tutto singolari. E mai nulla è identico a se stesso per sempre. Tutto muta, nel tempo, nella geografia e nelle concezioni culturali.

Siamo esseri umani! Esseri umani di passaggio in questa meraviglia che chiamiamo vita e non ci è dato di pronunciare verità uniche e risposte inconfutabili.

Siamo se mai in cammino per incontrare, per sapere, per capire. Ogni giorno qualcosa in più, ogni giorno con qualche stupore in più. La sapienza che ci è concesso di accumulare non colmerà mai il sacco, avremo sempre da imparare, da rimettere in discussione, da mescolare con nuove cose.

Fanno un po’ paura, quelli che non hanno dubbi. E quelli che vi trovano terreno fertile per spacciare soluzioni globalizzate. La realtà è complessa, variegata. Come complessi e variegati sono i nostri modi di osservarla, di interpretarla, di viverla.

Io credo che coltivare il dubbio ci dia modo di ammettere tutto questo, di tenere sempre una porta aperta, di non voltare mai le spalle alla curiosità e a quello che sentiamo.

Francamente credo anche sia la nostra spia di umiltà e sensibilità, la nostra misura di uomini consapevoli di essere perennemente in viaggio, puntini nell’universo mai del tutto afferrabile.

Le sicurezze categoriche sono chiusure, sono affermazioni arroganti, sono pretese sciocche. Invece di tenerci sulla strada ad apprendere, vedere, toccare, ci relegano in un angolo buio, senza scambi, senza confronti.

Non mi riferisco dunque a incertezze paralizzanti, a estenuanti rovelli. Parlo di un dubbio sereno, brillante. Un dubbio che è apertura, un dubbio che ci tiene in relazione con gli altri e con le infinite variabili della vita.

Naturalmente altro anche dallo scetticismo che ci vuole invece cinicamente in posizione di supponente diffidenza. Il dubbio che mi piace coltivare è quello del ricercatore che continua a studiare, che ascolta le altrui lezioni, che legge gli altrui libri, che prova e riprova nel suo laboratorio di logica, sogni e nuovi orizzonti.

Penso alla leggerezza, del dubbio, perché ci lascia le ali. Non ci fa mettere radici in una cocciuta persuasione, non ci fa indossare il para-occhi e ci spinge a guardare ovunque.

Ci sono due specie di sciocchi: quelli che non dubitano di niente e quelli che dubitano di tutto. (Charles Joseph de Ligne)

Penso alla leggerezza, del dubbio, perché alimenta il nostro spirito, la nostra trama di speranza e di voglia di nuove, sorprendenti, avventure. Il dubbio non ci lascia fermi e indifferenti davanti a una pista avvincente, anzi, ci stuzzica.

Penso alla leggerezza, del dubbio, perché ci solleva dal peso delle affermazioni infallibili e ci riconcilia con i nostri umani limiti. Proprio quei limiti che continueremo a sfidare per migliorare un po’, per inventare altro, per trovare altre risposte e altre soluzioni.

E’ una libertà, il sano dubbio.

Non solo perché ci sottrae al fanatismo e non ci illude mai di essere i perfetti detentori della verità, ma perché ci fa ammettere l’errore, ci tiene in contatto con l’ignoto che può illuminarci e ci regala l’appuntamento con la ricchezza che possiamo scorgere all’improvviso.

“Che cos’è l’esperienza? Che cos’è la vita? Che cos’è il moto? Che cos’è la realtà? A tutte queste domande dobbiamo dare la risposta data da sant’Agostino al quesito: “Che cos’è il tempo?”. “Lo so, ma se me lo chiedi non lo so”. Esperienza, vita, moto e realtà sono altrettanti suoni usati per simboleggiare la somma di sensazioni, pensieri, sentimenti e desideri. E se mi chiedi: “Che cosa sono le sensazioni, eccetera?”, ti posso solo rispondere: “Non essere sciocco. Sai benissimo che cosa sono. Non possiamo continuare indefinitamente a definire le cose senza girare a vuoto. Definire significa fissare, ma se ti metti a farlo, non è fissata la vita reale”.

( da La saggezza del dubbio di Alan Watts, ediz. Astrolabio )

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