Ciò che Tu sei

Nei gruppi che conduco emerge spesso che le persone si auto sabotano durante la realizzazione di un obiettivo, perché si identificano con i risultati che raggiungono e questo accade perché siamo stati condizionati, per l’educazione ricevuta e per la tipologia di società in cui viviamo, a identificarci troppo con il fare e poco con l’essere.

Mia figlia Valentina di 8 anni un po’ di tempo fa mi disse che non voleva più disegnare perché “è una schiappa” . “ E’ vero sei una schiappa nel disegno -le risposi – perché non hai mai allenato questa capacità! Se vuoi diventare brava nel disegno, ci alleneremo insieme e ti garantisco che lo diventerai ! ” Disegneremo un’ora al giorno per 30 giorni continui e ti prometto che entro un mese diventerai anche tu brava nel disegno!”

Così, ci accordammo che ogni giorno, per un mese, avremmo disegnato insieme ( anche io ho imparato insieme a lei a disegnare … prima ero una schiappa senior ) seguendo il programma didattico di un libro di tecniche di disegno.

Dopo un mese di allenamento costante, tra picchi naturali di pigrizia e di motivazione, Valentina migliorò notevolmente fino a ad arrivare a percepirsi sufficientemente brava nel disegnare. E quando le chiesi: “ Valentina sei ancora una schiappa? “ Lei mi rispose: “ sai mamma, credo di non essere mai stata una schiappa, però non lo sapevo prima “ .

La ragione per cui l’immagine di sé è così importante, è che finiamo con il corrisponderle, nel bene e nel male, diventando sempre più come la persona che pensiamo o temiamo di essere.

Quindi se pensi di essere insicuro, ti comporterai da insicuro; se credi di essere incapace, ti comporterai in maniera tale da confermare ciò che pensi di te. Associamo troppo spesso il nostro ben-essere con il nostro fare, la nostra felicità con gli obiettivi che vogliamo raggiungere, vivendo in un continuo stato di malessere e di dipendenza dai risultati che riusciamo ad ottenere.

Ma se smettiamo di darci tanto da fare nel modellare una maschera perfetta e concentriamo invece le energie nella scoperta del nostro vero sé, scopriamo che, sotto quella maschera e sotto tutte le convinzioni che riguardano ciò che in noi giudichiamo sbagliato , esiste un essere unico e meraviglioso. Esisti tu. Perfetto così come sei, a prescindere dai tuoi risultati, dagli obiettivi raggiunti e dall’idea che hai di te stesso.

Se vuoi migliorare in un determinato ambito, lavora sulle tue capacità, non su te stesso. Il benessere e la felicità non sono solo il frutto di un’azione che compi, ma dell’essenza di ciò che sei.

Ti propongo, per iniziare a vivere di questo principio, una semplice tecnica: prenditi qualche giorno di pausa dalla crescita personale. Concediti di stare con te stesso così come sei e osserva, semplicemente osserva in modo benevolo e sospendendo il giudizio. In questo periodo “ sabbatico” smettila di lavorare su te stesso: non cercare di cambiare, non leggere libri o articoli di saggistica, sul self help o sulla spiritualità o quant’altro, non cercare di migliorare o analizzare alcunché …

Semplicemente godi di ciò che sei e di ciò che ti fa sentire bene: le persone che ami e che ti amano, le tue passioni. Ristabilisci il rapporto con chi sei veramente.

Solo così comprenderai che il benEssere fa già parte della tua vera natura e che non è un obiettivo da raggiungere. Quando raggiungerai questa consapevolezza, ti renderai conto che per stare bene, devi solo volgere l’attenzione dall’esterno verso l’interno. Nulla di più . Perché non è possibile trovare ciò che non è stato mai perso.

Se vuoi migliorare in un determinato ambito, lavora sulle tue capacità, non su te stesso. Il benessere e la felicità non sono il risultato di un azione che compi, ma dell’essenza di ciò che sei.

 

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