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C’era una (s)volta

C’era una volta e ancora c’è, Carla Greco.

Con il suo blog naturalmente.

Un blog che ho trascurato perché il 2018 è stato un anno lungo e complesso, un anno di passaggio, un anno di decisioni, un anno di…svolta.

Rieccomi dunque al principio di questo nuovo anno con un carico di cose da raccontare e di programmi da realizzare. Con le mie scuse per l’assenza e la gratitudine a chi riprenderà a leggermi.

Perché un anno di svolta?

Perché proprio qui, proprio con voi, proprio con il mio libro “Dal dolore alla felicità” e le sue presentazioni in giro per l’Italia, è maturato il dialogo sempre più serrato con me stessa. Un dialogo talvolta difficile, talvolta dolcissimo.

Ho lungamente parlato a me stessa ma, soprattutto, ho lungamente ascoltato.

Ho ascoltato quello che covava sotto la cenere, quello che non andava e quello che premeva per emergere.

Ho ascoltato il mio corpo e la voce del cuore.

Ero contenta, delle tante gioie provate nei miei tanti incontri, con il mio libro, ai miei seminari. Nello stesso tempo sentivo che si accumulavano sotto pelle piccoli e grandi disagi, dubbi e insoddisfazioni. Guardavo l’agenda fitta di splendidi momenti e mi balzavano davanti tutti quelli perduti, rinviati, impossibili.

Ho chiesto tanto, forse troppo, a me stessa. Ho chiesto di ottenere risultati, di raggiungere obiettivi, di fare meravigliosi disegni per il futuro, di resistere alla stanchezza e di sopportare anche tutte le volte in cui non potevo fare quello che desideravo.

A un certo punto ho avvertito un crac. Qualcosa cedeva.

Il mio corpo. Era il mio corpo che si ribellava, il mio corpo che reclamava attenzione, il mio corpo che mi spingeva in una direzione di cambiamento.

Ho dovuto fermarmi.

Fermarmi a capire cosa stava succedendo, che diagnosi portavano quei segnali, che cosa sarebbe successo.

Pian piano mi era sempre più chiaro che la vita che conducevo non mi permetteva di stare in pista come mi piaceva. Deludevo il mio cuore, i miei propositi, i miei progetti. Li deludevo perché non avevo abbastanza tempo, li deludevo perché le mie energie si disperdevano altrove.

Ho attraversato qualche mese duro. Qualche mese di apprensioni e allarmi. Qualche mese in balia di quella lotta che sempre ci sembra correre tra il destino e ciò che possiamo fare per crearcelo su misura.

Il fisico dava problemi e lo stato d’animo non era alle stelle.

Ero impegnata a capire quale malattia mi avesse aggredito e cosa fare per combatterla. Ero impegnata a capire cosa volevo davvero, che direzione volevo prendere.

Ci sono voluti tempo e pazienza. Non solo.

C’è voluta quella forza che solo l’amore può dare.

Amore verso me stessa, amore per la vita.

Lentamente, rimettendo in piedi il corpo, ho affrontato con tutta la consapevolezza possibile…la svolta.

Mi sono resa conto che non potevo rimandare una scelta.

Non potevo e non volevo più.

E’ così che ho lasciato l’azienda per cui ho lavorato per 18 anni.

Una scelta difficile, molto difficile.

Lasciavo la sicurezza, lasciavo un percorso di esperienza.

Mi lanciavo quasi senza paracadute.

Insomma ho un marito e due figli. Una famiglia che adoro, alla quale devo dare tutto il possibile. Scegliere l’incertezza non era affatto facile.

Ecco, il 2018 è stato anche l’anno della paura.

La paura di star male. La paura di sbagliare.

La paura, in un caso, nell’altro o in entrambi, di mettere in affanno la mia famiglia.

Per la salute dipendevo dagli esiti degli accertamenti e dalle cure, per la decisione sul mio cammino professionale dipendevo da me, solo da me.

Ero irresponsabile a buttar via tutti quegli anni? Ero irresponsabile a rischiare per essere felice?

Ammetto che ho vacillato e non poco.

Una moglie, una madre, sono in qualche modo un pilastro che deve ispirare solidità no? Paradossalmente però è stato proprio questo a convincermi, a darmi la carica, a rasserenarmi. La mia famiglia meritava e merita la mia presenza il più possibile felice.

Per tanto tempo avevo messo da parte quello che sentivo essere la mia strada, la mia vocazione, la mia passione.

Volevo invece darmi la chance. La chance della svolta, la chance del sì.

L’ho chiamata proprio così: chance del sì, perché ho detto sì a me.

E questo significa che ho creduto in me, che ho fiducia nella bontà dei miei intenti, che ho scelto di provare a fare quello per cui ho studiato e lavorato sodo invece di compiangermi domani per aver tristemente rinunciato.

Come tutti i salti nel buio, come tutti i profondi cambiamenti, la mia svolta è stata bella zeppa di ansia e di battiti super accelerati. E lo è ancora.

Eppure ogni giorno rinnovo il mio SI, il mio convincimento e il mio amore.

Li rinnovo perché sento che ho fatto quello che ritengo giusto, per me e per i miei cari. Li rinnovo perché ho scoperto in me una sorta di nuovo equilibrio: quello delle scelte ecologiche di vita. Il concetto di sostenibilità è umanamente molto importante. Molto. Forse è tra le cose che mi impegnerò a diffondere di più quest’anno !

La vita è davvero una e il pericolo più grande è quello di farcela scivolare via dalle mani. Dobbiamo respirarla e scriverla di nostro pugno.

La mia svolta significa che ci sono, che la respiro e la vivo. Che ho deciso di dimostrarmi che mi amo davvero, che mi amo in azione.

Le fatiche, i tentennamenti, le perplessità, i timori? Ci sono, non lo nego. Ma ora so che l’amore di sé fa miracoli .

E tu? Hai affrontato piccoli o grandi cambiamenti, nel 2018?

O ne hai in mente e nel cuore per il 2019?

Fammi sapere, se vuoi, scrivendo la tua esperienza sotto, nei commenti.

Spero di cuore che tu sia riuscito o riesca.

Se aspetti il “momento giusto” o “l’occasione giusta” sappi che c’è un solo punto di partenza: l’Amore di Sé. Solo con l’amore di sé arriva il coraggio delle direzioni!

Questo è anche il motivo per cui ho inaugurato il 2019 con il perCorso AmarSI, un Percorso di educazione all’Amore di sé un percorso per imparare a dire SI a te stessa/o e del quale parlerò prossimante.

Quello che ho imparato e provato sulla mia pelle può essere utile a molti ed è per questo che voglio metterlo al servizio di tutti.

Se vuoi già saperne di più, conoscere date, modalità e contenuti, scrivimi o seguimi su facebook.

ORA sono qui, per me e per te.

Felicemente work in progress!

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Un Commento

  1. Cinzia 19 Gennaio 2019 Rispondi

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